Archive for May, 2008

GRAN BRETAGNA: A MAGGIO CALO RECORD PREZZO CASE, -2,5% MENSILE

Saturday, May 31st, 2008

Roma, 29 mag - Accelera la flessione dei prezzi delle case in Gran Bretagna. La rilevazione mensile di Nationwide mostra che a maggio il prezzo delle case accusa una flessione del 2,5% sul mese scorso e si tratta della maggiore contrazione dal 1991, oltre ad essere ben superiore al -0,5% di aprile. Con il dato di maggio sono sette mesi consucutivi che le quotazioni degli immobili registrano un calo. Su base annuale la flessione e’ del 4,4% con un prezzo medio a 173.583 sterline.

Gran Bretagna: Bbc online, Gordon Brown telefona agli oppositori

Saturday, May 31st, 2008

LONDRA - Sarebbe il telefono l’arma nemmeno troppo segreta con cui Gordon Brown tenta di contrastare il suo crollo verticale di popolarità nei sondaggi. Il premier britannico avrebbe cominciato a telefonare personalmente ai cittadini che gli hanno scritto per esporgli lamentele nei confronti dell’operato del suo governo. Secondo il sito di Bbc, Brown si starebbe impegnando in oltre venti telefonate ogni settimana, trascorrendo talvolta anche decine di minuti al telefono con gli elettori.

Il Liverpool blinda Torres

Saturday, May 31st, 2008

LONDRA (Gb), 30 maggio 2008. Il Liverpool sta pensando di blindare Fernando Torres, offrendogli un aumento di stipendio annuo di 800.000 sterline (oltre un milione di euro), ovvero 4 milioni di sterline (più di 5 milioni di euro) per i cinque anni che ancora gli restano di contratto. Per la verità, come sottolinea il Sun, si tratterebbe di un adeguamento già previsto l’estate scorsa all’atto della firma dell’accordo che portò il bomber spagnolo (33 centri stagionali) dall’Atletico Madrid alla corte di Rafa Benitez, ma nelle intenzioni Reds la mossa dovrebbe servire a zittire definitivamente le sirene del Chelsea che, non più tardi di qualche giorno fa, aveva offerto 50 milioni di sterline (quasi 63,7 milioni di euro) per Torres. In virtù dell’aumento, l’ingaggio dell’attaccante passa così da 74.000 sterline (94.000 euro) a settimana a 89.000 sterline (oltre 113.000 euro).
XABI ALONSO - Ma in queste ore in casa Liverpool tiene banco pure la questione Xabi Alonso, anche nell’ottica Javier Mascherano e Olimpiadi. Stando al Daily Mirror, Xabi avrebbe rimandato qualunque decisione sul proprio futuro (leggi trasferimento alla Juventus) a dopo gli Europei, per tenersi aperte altre alternative a quella bianconera, possibilmente spagnole, mentre il Liverpool Daily Postnon nasconde le difficoltà economiche dell’operazione, riportando le dichiarazioni del presidente juventino Giovanni Cobolli Gigli, secondo cui il dg Jean-Claude Blanc starebbe vagliando anche altre soluzioni. Dicevamo di Mascherano: come scrive il Daily Mail, la probabile partenza di Xabi Alonso rischia di fare il vuoto nel centrocampo Reds per l’inizio della prossima stagione, perché l’argentino (ma anche il brasiliano Lucas) cullano legittimi sogni olimpici. Da qui, il tentativo di Benitez di convincere almeno Mascherano (che fra l’altro sarebbe un fuori quota) a rinunciare alla manifestazione.
ARSENAL - Cesc Fabregas starebbe per prolungare di un altro anno il suo contratto (che scade nel 2014), con relativo adeguamento dell’ingaggio dalle attuali 60.000 sterline (76.000 euro) a 90.000 (114.000 euro). Lo scrive il Daily Star, citando una fonte anonima Gunners secondo la quale “i contatti sarebbero già ben avviati e tutto dovrebbe essere sistemato in tempi brevi”. E la conferma arriverebbe dallo stesso campione spagnolo. “Resto all’Arsenal, ho dato la mia parola al tecnico. Voglio vincere il titolo e io sono il tipo che lotta fino a quando non raggiunge l’obiettivo”. Gli stessi sentimenti animano anche Emmanuel Adebayor che, stando al Sun, sarebbe pronto a snobbare un’offerta di 25 milioni di sterline (poco meno di 32 milioni di euro) del Milan per restare all’Arsenal e dimostrare a Mathieu Flamini quanto male ha fatto a lasciare il club, con il quale l’attaccante conta di conquistare lo scudetto e la gloria europea. “Sono venuto all’Arsenal con una missione precisa, credo in questa squadra e non ho alcun motivo per andarmene. Flamini è un ottimo giocatore, ma questo non significa che adesso siamo al collasso, perché abbiamo altri talenti in grado di rimpiazzarlo”.
HLEB - Capitolo Hleb. Il bielorusso ha spiegato al Daily Mail perchè se ne vuole andare dall’Emirates Stadium. “Sono qui da tre anni, ho imparato un sacco grazie a Wenger, ma alla fine non abbiamo vinto niente e vincere è fondamentale per un giocatore, non basta solo giocare bene. Comunque, non posso dire nulla di male contro l’Arsenal. Anzi. E non potrei mai giocare in un’altra squadra inglese, perchè qui per me ci sono solo i Gunners”. Infatti, dovrebbe emigrare in Spagna, sponda Barcellona, dopo che martedì gli emissari del club catalano si sono incontrato con i suoi agenti a Kaiserslautern, mettendo sul tavolo un’offerta da 12 milioni di sterline (oltre 15 milioni di euro) superiore a quelle di Inter (ma l’arrivo di Mourinho ha raffreddato parecchio i nerazzurri sul bielorusso) e Real Madrid.
MANCHESTER CITY - Richard Dunne e Michael Johnson stanno per dare il via al grande esodo, mentre Thaksin Shinawatra sta ancora sfogliando la margherita per trovare il successore di Sven Goran Eriksson. Il capitano è pronto a passare al Tottenham (che avrebbe battuto la concorrenza di Newcastle, Aston Villa e Portsmouth) per 5 milioni di sterline (6,3 milioni di euro) e un ingaggio da 30.000 (38.000 euro) a settimana. Come sottolinea il Daily Mirror, Dunne avrebbe ancora un anno di contratto, ma il City ha tutto il vantaggio a venderlo ora piuttosto che perderlo gratis nel 2009. Quanto a Johnson, il 20enne centrocampista, considerato uno dei migliori talenti emersi nell’ultimo campionato, è l’obiettivo dell’Everton, che offre 8 milioni di sterline (ovvero, 10 milioni di euro), sebbene il Manchester City ne voglia 10 (pari a 12,5 milioni di euro), ma l’accordo si farà. Fra l’altro, con i soldi incassati dalla doppia cessione il club di Shinawatra batterebbe proprio l’Everton nella corsa al brasiliano Jo del CSKA Mosca, il cui prezzo è stato fissato in 15 milioni di sterline (19 milioni di euro). Offerte, infine, da Monaco e Wolfsburg per l’attaccante Rolando Bianchi che, come non manca un po’ perfidamente di rilevare ilDaily Mail, ha faticato non poco a giustificare i 9 milioni di sterline (11,4 milioni di euro) spesi per lui l’anno passato, prima che venisse spedito in prestito alla Lazio.
TOTTENHAM - Accordo raggiunto con il Barcellona per il baby delle meraviglie Giovani Dos Santos sulla base di 12 milioni di sterline (poco più di 15 milioni di euro). Lo scrive il Sun, aggiungendo che il Tottenham ha avuto la meglio su Chelsea, Manchester City (che puntava al prestito) e Inter, con il club italiano che avrebbe tentato in ogni modo di far cambiare idea al 19enne campione messicano, attraverso i buoni uffici del suo agente Pini Zahavi. A quanto si legge, sarebbe stato decisivo l’incontro fra Dos Santos e i vertici degli Spurs nel gennaio di quest’anno.

La Classifica dei 10 principi più hot secondo Forbes

Saturday, May 31st, 2008

A quanto pare anche Forbes, la nota rivista finanziaria, ogni tanto si concede quelle piccole leggerezze che qui amiamo tanto, e questa volta ha stilato la classifica dei 10 “Young Royals”, ovvero giovanotti reali, più sexy al mondo. Eccovi i magnifici 10, e le foto dei primi 5 dopo il salto. Diteci se siete d’accordo con la classifica.

- Primo posto e medaglia d’oro: William d’Inghilterra. Chi l’avrebbe mai detto.
- 2: Harry d’Inghilterra. Come sopra, passiamo agli altri.
- 3: Zara Philips, cugina dei due precedenti, figlia di Anna d’Inghilterra (sorella di Carlo) vuole guadagnarsi da vivere come fantino o in alternativa in una casa di moda.
- 4: Beatrice d’Inghilterra. Cugina dei tre precedenti, figlia di Andrea e di Fergie la rossa. La piantiamo con gli inglesi?
- 5: Charlotte Casiraghi. Alleluia. Concordo pienamente.

- 6: Sheick hamdam bin mohamm… mmi son persa il resto del nome. Saudita.
- 7: Vittoria di Svezia. Anche qui concordo pienamente.
- 8: Principe Azim del Brunei. E’ quello stato dove stanno per abolire la monarchia?
- 9: Principe Carl Philip, svedese. Mai sentito, da dove spunta?
- 10: Andrea Casiraghi, fratello di Charlotte, altrimenti detto “Dategli da magnà”.

Sponsorizzazioni televisive sulla cresta dell’onda in Inghilterra

Saturday, May 31st, 2008

L’impatto degli spot televisivi è cresciuto del 13,5% durante il mese di aprile, rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, secondo quanto reso noto da Barb. L’analisi ha evidenziato una crescita del 20% del numero di spot televisivi nel mese in esame, sui canali britannici.

Lo studio ha anche mostrato che i gli utenti del Regno Unito hanno preso visione di una media di 11 minuti in più di pubblicità al giorno quest’anno, rispetto allo stesso periodo di 15 anni fa. Sul canale Abc1 l’impatto ha visto un rialzo del 16,2%, nello specifico il rialzo è stato del 12% nella fascia d’età 16-24 anni e del 12,3% fra i 16-34enni.

La fotografia relativa ad aprile ha evidenziato inoltre che i telespettatori britannici sono stati esposti a 2,35 ore di pubblicità al giorno, picco assoluto degli ultimi cinque anni. Secondo il parere di Thinkbox questo aumento si deve alla compenetrazione di più piattaforme e alla penetrazione della tv digitale, che raggiunge l’87,6% delle abitazioni.

Carlo d’Inghilterra: ecoprincipe?

Saturday, May 31st, 2008

In un’intervista alla BBC nel 2005, il Principe Carlo d’Inghilterra parlò del riscaldamento globale come «la più grande sfida per l’umanità» e, nel febbraio 2007, durante un tour negli Emirati Arabi, ha affermato i McDonalds dovrebbe essere banditi. Il primogenito della Regina, infatti, sostiene molte associazioni ambientaliste, è autore di The Elements of Organic Gardening (Gli elementi del giardinaggio organico, 2007) e ha addirittura creato un suo marchio di prodotti organici, Duchy Originals, che produce biscotti, marmellate, e utensili per il giardinaggio.

Un dolcetto di re
Dal momento in cui si è trasferito nella residenza di Highgrove, nel Gloucestershire, dopo il suo matrimonio nel 1981, il principe ha coltivato molto più che i giardini. Nelle sue dichiarazioni pubbliche, che di tratti di politica o di design, si presenta come un misto tra l’amante radicale della natura e un conservatore in materia culturale. Insomma, il Reale che odia l’architettura moderna e parla alle piante.
L’impegno del Principe Carlo nelle problematiche del pianeta è certamente un modo lodevole di usare la sua “nobile” nascita. Ma il marchio di “principe verde” che gli viene attribuito non sempre è ben meritato.

Predicare bene e razzolare male
Predicare bene e razzolare male? (Illustrazione: Bosco)Predicare bene e razzolare male? (Illustrazione: Bosco)Le acrobazie del Principe Carlo durante i suoi viaggi in aereo (privato), vacanze intorno al mondo, e le tre residenze, sono possibili grazie a un dispendio di 3.425 tonnellate di Co2, solo nel 2006-07. E bisogna considerare che la media dell’Inghilterra è stata di 11,8 tonnellate.
Quando ha ricevuto il premio Global Environmental Citizen award (riservato a coloro che si distinguono nella protezione dell’ambiente) ha prenotato 62 posti – per uno staff di venti persone – per fare una “gita” di 11.000 chilometri a New York. La famiglia reale si giustifica dicendo che il buon Carlo paga da solo il suo dispendio di carbonio. Ma ai livelli raggiunti, circa 70.000 euro all’anno, escono dalle tasche dei contribuenti britannici.
Da un punto di vista culinario, la politica del principe a favore dell’organico “made in England” è lodevole sotto ogni punto di vista. Questo settore, in Inghilterra, occupa solo l’1,6% del mercato alimentare, mentre in Austria arriva al 6%, in Danimarca al 4.5% e in Germania al 3%.
I suoi difensori potrebbero obiettare che gli impegni “reali” chiedono di condurre una vita particolarmente dispendiosa in termini di carbonio. Ma, in questo caso, il suo esempio non è così “esemplare”.
Perché, parlando chiaro, se 3.425 tonnellate di emissioni di carbonio rappresentano il meglio che un ambientalista modello può fare, che speranze ci restano?

Irlanda in festa a Siena: 4 giorni di musica, mostre, cultura e gastronomia

Saturday, May 31st, 2008

Dal 5 al 7 giugno gli Orti del Tolomei di Siena ospiteranno, in orario 19-24, l’Acoustic Festival, ideato e organizzato dall’associazione culturale Sounds Different, in occasione dei dieci anni di pace in Irlanda del Nord. La rassegna servirà anche per conoscere, con mostre fotografiche, pittoriche, concerti e momenti di gastronomia, il processo di sviluppo che ha interessato questo paese. L’iniziativa sarà riproposta annualmente dedicandola ogni volta ad un Paese e quindi a una cultura diversa. Per questo appuntamento, oltre agli sponsor locali, sono arrivate adesioni dall’Ambasciata e dal Ministero della Cultura d’Irlanda e, per la prima volta verso un ente privato, dal consiglio per le arti dell’Irlanda del Nord.

Acoustic Festival si aprirà il 4 giugno alle 16.30 nella sala cinema di Lettere e Filosofia dove, dopo il saluto dell’assessore provinciale Pietro del Zanna, Sarah Mc Sherry, del Police Action Lawyers Group, Inquest Lawyers Group e del Miscarriage of Justice Lawyers Group, terrà una conferenza sul processo di pace in Irlanda del Nord.
A seguire la proiezione del film Bloody Sunday, alle ore 20.45 all’Officina Club in piazza del Sale aperitivo offerto da Sound Different e concerto con John Doyle & Liz Carroll.

Per i tre giorni seguenti nel suggestivo spazio degli Orti del Tolomei a partire dalle 19 sarà in funzione il ristorante irlandese, il cui ricavato sarà devoluto per associazioni di beneficenza, alle 20.30 musica e voce con Naomi Berrill e Jaqueline Dooley, alle 21.15 spettacolo di danza con il gruppo Painting Steps. Cinque giovani talenti del tip tap, ereditato dalle terre irlandesi: Sonia Bagni, Serena Giachetti, Cecilia Megoli, Mirko Peluso e Sandra Quercioli, e alle 22, un concerto con nomi internazionali. Il 5 giugno, John Doyle & Liz Carroll con la loro musica potente e appassionata, il giorno seguente Martin Donohoe’s Band, esempio incredibile della living tradition, ed il 7 ancora John Doyle con Atena Tergis, già primo violino a Broadway, e Liz Carroll.

Dopo i concerti delle ore 22 per tutti e tre i giorni verranno riproposti spettacoli di danza e, in chiusura, ancora musica.
Il 5 giugno con gli WilloS’. Un quintetto che in maniera vivace e intrigante mescola jazz, rock, pop e funky; il 6 con Fimm. Quattro giovani musiciste che si esibiranno in brani scelti e reinterpretati, mentre il 7 a concludere la rassegna culturale sarà la Martin Donohoe’s Band.

Agli Orti del Tolomei, oltre alla musica e ai piatti tipicamente irlandesi saranno allestite due mostre. Una di pittura dell’artista Rachel Arbuckle e l’altra fotografica su progetto della Belfast Exposed, che saranno poi ospitate dalle Circoscrizioni 2, 3 e 5, che hanno collaborato, insieme al contributo della Banca di Credito Cooperativo di Monteriggioni, all’Unicoop di Firenze e al Train, per la realizzazione dell’Acoustic Festival.
Per ulteriori informazioni consultare il sito www.soundsdifferent.it

Una fondazione religiosa per Blair

Saturday, May 31st, 2008

LONDRA - “We don’t do God”, disse una volta Alastair Campbell, portavoce e stratega delle comunicazioni di Tony Blair, ai giornalisti che gli chiedevano lumi sul rapporto tra il primo ministro e l’Altissimo: cioè noi, a Downing Street, non ci occupiamo di Dio. Ma adesso che non è più a Downing street, il suo ex-boss si occuperà di Dio eccome, anzi a sentir lui non farà praticamente altro. L’ex-premier britannico ha infatti lanciato ieri la sua Faith Foundation, “Fondazione della Fede”, un istituto dedito a sviluppare una migliore comprensione e il dialogo tra le diverse religioni della terra.

“Questo è il progetto a cui dedicherò il resto della mia vita”, ha detto Blair ieri a New York, dove lo ha presentato ufficialmente, sebbene la fondazione avrà sede a Londra, in uno splendido ufficio a Grovesnor Square, tra l’ambasciata italiana e quella americana.

La scelta di inaugurare l’iniziativa a New York è apparsa curiosa alla stampa del Regno Unito, che si chiede se il motivo sia da un lato la maggiore religiosità dell’America rispetto a un paese come la Gran Bretagna, risolutamente secolarista, dunque terreno meno fertile per il suo messaggio spirituale; e dall’altro la sua maggiore popolarità negli Stati Uniti, rispetto alla patria, e all’Europa nel suo complesso, che non gli hanno perdonato la controversa decisione di appoggiare la guerra in Iraq voluta dalla Casa Bianca.

Ma Blair ribatte che c’è ampio sostegno, anche a livello di donazioni, su entrambe le sponde dell’Atlantico, e che il motivo di partire da New York ha solo a che fare col desiderio di dare un’eco maggiormente planetaria al suo annuncio. Del resto, osserva l’ex-primo ministro, della Fondazione della Fede aveva già parlato il mese scorso a Londra, in un discorso alla cattedrale cattolica di Westminster (di cui Repubblica ha pubblicato un ampio stralcio).


“La fede religiosa avrà nel ventunesimo secolo lo stesso peso che l’ideologia politica ha avuto nel ventesimo”, ha affermato Blair alla presentazione nella metropoli americana. “Nell’era della globalizzazione, non c’è niente di più importante che aprire un dialogo tra persone di fedi e culture differenti, affinché si comprendano meglio a vicenda e vivano in pace e reciproco rispetto, e al tempo stesso dare alla fede il posto che merita nel futuro del mondo”, ha aggiunto.

La sua fondazione si impegnerà a mettere in contatto i seguaci delle tre religioni monoteiste, Ebraismo, Cristianesimo e Islam, oltre che buddisti, induisti e sikh. Inoltre ha l’ambizione di incoraggiare opere concrete da parte di diversi gruppi religiosi per combattere povertà e malattie: il primo obiettivo sarà la lotta alla malaria, che uccide - ha notato l’ex-leader laburista - 850 mila bambini all’anno.

A Londra qualche giornale ironizza che, se davvero Blair vuole dedicare alla religione “il resto della vita”, dovrà rinunciare ad alcuni dei molti ruoli che ha assunto da quando non è più premier: i discorsi in giro per il globo a 200 mila euro l’uno, l’attività di consulente per la banca JP Morgan Chase (2 milioni e mezzo di euro l’anno) e per la compagnia di assicurazioni svizzera Zurich (700 mila euro l’anno), il libro di memorie (per cui ha firmato un contratto da 6 milioni di euro), senza dimenticare l’incarico di mediatore di pace in Medio Oriente per conto del Quartetto (Usa, Ue, Onu, Russia).

Come minimo, forse dovrà rinunciare all’ambizione di diventare il primo presidente dell’Unione Europea, posto che secondo le indiscrezioni lo solleticava (ma che vari paesi della Ue sarebbero comunque decisi a negargli). Ma con 10 milioni di euro di mutui da pagare, tra la sua nuova casa a Londra e quella di campagna, dovrà trovare il modo di continuare a far soldi, anche mentre si “occupa di Dio”.

A Londra apre una mostra su Sid Vicious con foto inedite

Saturday, May 31st, 2008

A Londra sta per essere inaugurata una mostra su Sid Vicious. L’esposizione è essenzialmente fotografica, e alcuni scatti sono totalmente inediti. Autrice delle foto è Eileen Polk, che si trovava in compagnia del bassista dei Sex Pistols la notte in cui morì. Ex fidanzata di Dee Dee Ramone dei Ramones, la Polk non era ancora una fotografa professionista ma portava con sé la macchina fotografica dappertutto e, grazie anche alla sua amicizia con Debbie Harry dei Blondie e con Frank Zappa, entrò nel “giro” musicale della New York di fine anni Settanta. “Di soldi ne facevo pochi, però sapevo che stavo documentando qualcosa che non sarebbe rimasto in giro per ancora molto tempo”, ha affermato la Polk. La mostra s’intitola “Sid Vicious: no one is innocent” e rimarrà aperta dal 4 giugno all’11 agosto. Sede dell’esposizione è la Proud Gallery di Camden, da poco alloggiata presso l’Horse Hospital del mercato di Camden Town in Chalk Farm Road.

Londra: due bambini accoltellati e uccisi, arrestate due persone

Saturday, May 31st, 2008

LONDRA - La polizia britannica ha arrestato due persone con l’accusa di aver accoltellato e ucciso ieri due bambini in un’abitazione di Carshalton, nel Surrey. Lo rende noto il sito internet della tv satellitare Sky News. Oltre ai due bimbi, un maschietto di cinque anni e una femminuccia di quattro, tra le vittime c’è anche un neonato di sei mesi, ricoverato per lesioni da arma da taglio.