Archive for November, 2009

Gran Bretagna, da lunedì a pagamento alcune testate locali

Sunday, November 29th, 2009

Capitalizzare il traffico sul web sui siti di informazione: fra dispute, dibattiti, riflessioni sul mondo del giornalismo online, si sente spesso parlare degli enormi profitti che gli editori farebbero se potessero monetizzare i contenuti diffusi in rete.
Su questa scia si sta muovendo ora Johnston Press, uno dei principali editori di quotidiani locali della Gran Bretagna. Secondo quanto riportato da “The Independent”, infatti, da lunedì prossimo alcune testate web appartenenti al gruppo saranno accessibili previa sottoscrizione a pagamento.
Fra le testate interessate, il “Worksop Guardian” e “Northumberland Gazette”: l’abbonamento trimestrale per consultarle dovrebbe costare 5 sterline.
Johnston Press si trasforma quindi nel primo editore regionale del Regno Unito a sperimentare questo sistema di pagamento.

Addio agli assegni in Gran Bretagna, banche pronte a ritirarli

Sunday, November 29th, 2009

LONDRA - La Gran Bretagna è pronta a mandare in pensione l’assegno bancario. Sono passati 350 anni dal primo “assegno moderno” emesso proprio da una banca di Londra, ma dopo secoli di onorato servizio il Regno Unito si prepara a un cambiamento epocale. La decisione sarà presa nelle prossime settimane dal Payments Council, organismo formato da 11 delegati delle banche e 4 indipendenti, che si riunirà il prossimo 16 dicembre per decretare se abolire o meno il vecchio assegno. L’eventuale abolizione non prevede un cambiamento netto nelle abitudini dei britannici, perché i libretti degli assegni potrebbero essere ritirati dal mercato a partire dal 2018.

Alla base della decisione del Payments Council c’è il fatto che, negli ultimi anni, l’uso degli assegni è drasticamente calato. Nel 1990, ad esempio, se ne staccavano 11 milioni al giorno. Oggi, invece, le cifre sono crollate intorno ai 3,8 milioni. Malgrado queste cifre in Gran Bretagna l’assegno è ancora molto usato rispetto ad altre nazioni europee, dove il carnet è stato sostituito da pagamenti elettronici, più veloci e meno costosi.

Come per esempio nei Paesi Nordici dove gli assegni non sono più in circolazione da tempo. Tra i motivi di tanta perseveranza da parte dei consumatori c’è il fatto che nel Regno Unito (così come in Francia e Irlanda) gli assegni sono gratuiti per i clienti ma sono cari per le banche che spendono circa una sterlina a pezzo per svolgere la transazione, ovvero quattro volte un pagamento elettronico.

Per questo le banche sono pronte a mandarlo in pensione, mentre non tutti i britannici sono disponibili a dire addio al libretto. Gli anziani ci sono affezionati. I commercianti li usano spesso. Persino lo Stato, attraverso il ministero del Lavoro e delle Pensioni e l’agenzia delle Entrate, si affida agli assegni per compiere milioni di pagamenti ogni anno. “Non ci sono, per adesso, alternative più sicure ed economiche agli assegni”, ha messo in guardia Vera Cottrell, dell’organizzazione dei consumatori “Which?”. “Finché non si troverà un sostituto sarà bene non ritirarli”.

“Siamo consapevoli che molti anziani, disabili e persone svantaggiate hanno bisogno di valide alternative - ha rassicurato al Daily Mail Sandra Quinn, del Payments Council - Se decideremo di abolire gli assegni, passerà molto tempo prima che questa delibera abbia effetto”.


Il drastico calo dell’uso dell’assegno non è un fenomeno che riguarda solo l’Inghilterra. Anche in Italia, dove l’utilizzo di strumenti di pagamento diversi dal contante decolla meno che in altri Paesi, l’uso dell’assegno scende di anno in anno: nel 2008, secondo dati della Banca d’Italia, si è ridotto del 9,3% per numero di assegni staccati e del 6,3% per importo delle operazioni.

E hanno pesato anche le nuove regole sulla circolazione dei titoli per il rafforzamento del contrasto antiriciclaggio. Sono solo 64 pro capite i pagamenti effettuati nel 2008 con strumenti diversi dal contante (lontanissimo dalla media di 161 per l’area euro, dati Bankitalia): l’emissione di assegni è stata solo di 6,4 a persona, contro 17,7 bonifici, 15,1 addebiti automatici preautorizzati, 24,5 operazioni di pagamento.

(23 novembre 2009)

Gran Bretagna, in coma per 23 anni ma è sempre stato cosciente

Sunday, November 29th, 2009

Tiene banco in Inghilterra la vicenda di Rom Houben che dopo 23 anni di supposto coma, è tornato a poter comunicare. La vicenda, ripresa fra gli altri dal Guardian, inizia con l’incidente d’auto di cui Houben rimase vittima nell’83, all’età di 23 anni. Rimasto completamente paralizzato è stato ritenuto per altri 23 anni in coma mentre era perfettamente cosciente ma incapace di muoversi e di comunicare in alcun modo.
Un inferno da cui ha iniziato a uscire tre anni fa quando, grazie a un nuovo esame hi-tech particolarmente approfondito, i medici dell’ateneo universitario di Liegi, in Belgio, hanno capito che il suo cervello era rimasto funzionante e solo il suo corpo era stato colpito dalla paralisi. «Non dimenticherò mai - spiega Rom, che oggi comunica grazie a un pc e una particolare tastiera che gli consente di rapportarsi al mondo esterno - il giorno in cui l’hanno finalmente scoperto. È stata la mia seconda nascita. Io voglio leggere, parlare con i miei amici attraverso il computer e sono felice della mia vita ora che le persone sanno che non sono morto ma vivo».
Come si spiega un caso del genere? Steven Laureys, il neurologo che ha portato alla luce la verità restituendo a Rom una nuova vita, osserva: «Chi riceve il timbro ’senza coscienza” difficilmente se ne può liberare». I dottori esaminavano regolarmente l’uomo valutando il suo stato di coma con una scala ufficiale, la Glasgow Coma Scale che giudica le risposte motorie, verbali e degli occhi, senza però capire di stare sbagliando. Dal canto suo, a causa della paralisi, l’uomo non riusciva a comunicare la sua situazione a parenti e amici che andavano a trovarlo. Soltanto la rivalutazione del caso, con l’aiuto dell’università di Liegi e una nuova tac al cervello hanno permesso, grazie a terapie mirate e all’uso del computer, a Houben di tornare almeno a interagire con il mondo. www.guardian.co.uk/

F1, ECCLESTONE: FUTURO GP GRAN BRETAGNA SI DECIDE IL 9 DICEMBRE

Sunday, November 29th, 2009

Il futuro del Gp di Gran Bretagna di F1 sarà deciso il 9 dicembre, giorno in cui è prevista la riunione della commissione di F1 sul calendario 2010. Lo ha spiegato Bernie Ecclestone, boss del ‘circus’, in un’intervista alla BBC. “In questo momento non c’è il Gran Premio di Gran Bretagna - ha detto Ecclestone -. Se per il 9 dicembre non ci sarà nessun contratto, non ci sarà un Gp di Gran Bretagna”. Per il circuito di Donington Park, che finora non ha trovato i fondi necessari, secondo Ecclestone restano poche chance ma solo “se qualcuno arriva con l’idea giusta e i fondi”. Resta l’ipotesi Silverstone, ma Ecclestone spiega: “Nessun cambiamento, avrebbero potuto firmare un contratto e non lo hanno fatto”.

Alluvione piega la Gran Bretagna

Sunday, November 29th, 2009

Un poliziotto morto, tre ponti crollati e centinaia di persone tratte in salvo da elicotteri e imbarcazioni di salvataggio: è questo finora il bilancio della devastante alluvione che ha flagellato la contea di Cumbria, nel nord dell’Inghilterra, e parti della Scozia e del Galles.

A Cockermouth, dove in seguito alla straripamento del fiume Cocker il centro della città è rimasto sommerso da acque profonde fino a 2,5 metri, 1.200 case sono rimaste senza elettricità durante la notte e 200 persone sono state evacuate.

L’agente di polizia Bill Barker, 44 anni, è morto quando il Northside Bridge, uno dei ponti principali della cittadina di Workington, è crollato sotto la spinta furiosa del fiume Derwent in piena. Una squadra di ricerca ne ha rinvenuto il corpo poco tempo dopo.

“I servizi di emergenza stanno facendo tutto il possibile per aiutare le persone in difficoltà”,. ha dichiarato il primo ministro Gordon Brown. Il ministro dell’Ambiente Hilary Benn è giunto oggi a Cockermouth dove ha incontrato le squadre di emergenza per valutare la situazione e coordinare gli aiuti.

Gran Bretagna, 007 contro il foie gras

Sunday, November 29th, 2009

MILANO - «Il foie gras è una malattia, non una prelibatezza». Parola di Bond, James Bond. Anzi, no. Parola di baronetto. A pronunciare la drastica sentenza sul patè più amato dai francesi (e non solo da loro) è stato infatti Sir Roger Moore, l’attore che ha impersonato in ben sette film il più famoso agente segreto della storia del cinema, a conclusione del suo videoappello a non acquistare fegato d’oca nei negozi e a non ordinarlo nei ristoranti. Moore, che è anche ambasciatore dell’Unicef, ha deciso di prestare la propria immagine all’associazione Peta (People for ethical treatment of animals) facendosi promotore della campagna contro un prodotto alimentare che esiste solo in quanto risultato finale di una malattia indotta forzatamente nelle oche e nelle anatre. E proprio grazie a questo suo attivismo è stato scelto nei giorni scorsi dalla stessa Peta come «Persona dell’anno della Gran Bretagna».

ALIMENTAZIONE FORZATA - Il foie gras, letteralmente fegato grasso, viene infatti ottenuto inducendo nelle oche o nelle anatre la steatosi epatica, un fenomeno dovuto all’ingrossamento abnorme che registra il fegato a seguito dell’ingestione di grosse quantità di mais e altri mangimi. Un risultato, questo, che viene ottenuto infilando nel becco e nel collo degli animali un lungo tubo di metallo attraverso cui viene fatto passare il cibo compresso senza che il povero volatile abbia la possibilità di opporvisi. La produzione di foie gras è illegale in molti paesi, in quasi tutti quelli dell’Ue, anche se proprio nel cuore dell’Europa, in Francia e in Belgio, il foie gras è considerato uno dei fiori all’occhiello della cucina regionale. In Italia la produzione è illegale dal marzo 2007.

UN 80ENNE IN PRIMA LINEA - Sir Roger, 82 anni, ha iniziato nel 2006 a prendere posizione contro il foie gras. In tempi recenti la sua campagna per conto di Peta ha registrato un grosso successo: la catena Selfridges ha deciso che avrebbe eliminato il foie gras dai propri magazzini. Moore aveva anche scritto a tutti i membri della House of Commons, uno dei rami del parlamento britannico, chiedendo loro di impegnarsi attivamente nella battaglia contro la vendita di questo genere di cibo nel Regno Unito ed era intervenuto su diversi media inglesi per sostenere la battaglia per la salvaguardia di oche e anatre.

BANCHE: CRESCONO IN GRAN BRETAGNA LE FRODI CREDITIZIE

Sunday, November 29th, 2009

Milano, 29 nov. - (Adnkronos) - Continuano a crescere in Gran Bretagna i tentativi di frode compiuti ai danni di banche, finanziarie e compagnie assicurative. Lo rileva Experian, di riferimento mondiale nei servizi per il credito, che ha incrociato i dati provenienti dai due principali sistemi di prevenzione delle frodi, Hunter e Detect.

Nel terzo trimestre del 2009 si e’ infatti registrato un aumento complessivo dei tentativi di frode creditizia del 3,6% rispetto al secondo trimestre 2009, e del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2008, portando l’incidenza complessiva a 16 casi ogni 10.000 richieste. A trainare la crescita dei tentativi di frode e’ il settore dei finanziamenti auto, che registra una crescita del 14,5% rispetto allo scorso trimestre, anche a seguito della stabilizzazione del mercato dopo il varo del sistema di incentivi a inizio anno, con un’incidenza dei tentativi fraudolenti sul totale pari allo 0,27%.

Seguono i settori delle carte di credito, dove i tentativi di frode rimangono stabili allo 0,25%, e dei mutui, sugli stessi valori ma con un calo delle richieste irregolari del 16,6%.In netta crescita, anche se con un’incidenza ancora relativamente bassa (0,09%), i tentativi di frode ai danni delle compagnie assicurative (+28,5%), mentre continuano a calare le irregolarita’ nei prestiti personali, con un’incidenza di 5 casi ogni 10.000.Il furto d’identita’ si conferma essere la tipologia piu’ comune di frode, contando per piu’ di due terzi (68,5%) del totale delle richieste irregolari. E lo e’ sempre di piu’, se si considera che ad inizio anno l’incidenza era ‘’solo” del 60,4%.