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La Gran Bretagna dice addio agli assegni

Saturday, December 26th, 2009

ROMA (16 dicembre) – Li hanno utilizzati per oltre tre secoli e mezzo. Ma a partire dal 31 ottobre 2018 gli inglesi non potranno più usare gli assegni per pagare i loro acquisti. Lo hanno deciso oggi a Londra i sedici componenti di un comitato governativo che è composto da sedici rappresentati di istituti di credito e di associazioni di categoria e di consumatori. «Il loro impiego – ha chiarito Sandra Quinn, portavoce del comitato – si è andato riducendo spontaneamente in maniera progressiva e inarrestabile nel corso degli ultimi anni, mentre non è sceso il costo per le banche. Ecco, perciò, spiegato il motivo di una scelta che è stata già fatta altrove in Europa, in particolare nell’area scandinava e in Islanda, anche se in questi paesi non è stata ancora fissata alcuna data per la definitiva uscita di scena degli assegni».

Le cifre fornite in conferenza stampa dai responsabili di Payments Council confermano la caduta verticale dell’utilizzo degli assegni nel Regno Unito. Se all’inizio del XXI secolo ogni suddito di Elisabetta II ne utilizzava in media almeno tra i trenta e i quaranta ogni dodici mesi, ora firma non più di dieci assegni all’anno. Secondo Paul Smee, che guida il comitato governativo, «ormai esistono molte forme di pagamento più efficienti e assai più sicure per tutti rispetto a quelle un tempo garantite dall’assegno». In Gran Bretagna, del resto, le grandi catene di supermercati e di negozi e di distributori di carburante non accettano più assegni e la tendenza, confermano recenti indagini, appare destinata a coinvolgere in breve anche i piccoli esercizi.

L’assegno, dunque, scompare per cause naturali e non per un atto d’imperio in ragione di un declino iniziato all’inizio dei Novanta, quando ne venivano emessi circa tre milioni al giorno. Oggi la cifra, ha chiarito Paul Smee, è caduta sotto la soglia del milione, in gran parte concentrata nelle aree rurali del paese. A Londra e in tutte le maggiori città si è affermato l’uso delle carte di credito o di altre forme di pagamento elettroniche mentre è in calo anche l’uso dei contanti, privilegiati soltanto dalle fasce più anziane.

Proprio dalle associazioni dei pensionati sono venute le uniche critiche alla scelta fatta oggi dal Payments Council. A giudizio di Neil Duncan-Jordan, segretario di un sindacato che tutela i diritti dei pensionati, «si tratta di una decisione sbagliata, che creerà problemi difficilmente risolvibili per alcune fasce deboli della popolazione». Duncan-Jordan ha poi aggiunto che oltre sette milioni di inglesi ultrasessantenni non usano Internet e soltanto una percentuale molto modesta è in possesso di una carta di credito o di un bancomat. Al contrario, ha aggiunto, «l’uso degli assegni continua a essere decisamente diffuso tra gli anziani».

Alle obiezioni di Duncan-Jordan i componenti del Payments Council hanno replicato facendo osservare che prima del 2018 potranno essere introdotte eccezioni per tutelare proprio i pensionati. Il destino degli assegni nel Regno Unito appare comunque segnato, visto che in misura progressiva durante i prossimi anni gli istituti di credito smetteranno di metterli a disposizione dei loro clienti e un numero crescente di esercizi commerciali si rifiuterà di accettarli in pagamento. A giudizio di Paul Smee, «l’intervallo di tempo che ci separa dal 2018 è abbastanza lungo per permettere a tutti i britannici di apprendere come utilizzare altri strumenti per i loro acquisti».

Addio agli assegni in Gran Bretagna, banche pronte a ritirarli

Sunday, November 29th, 2009

LONDRA - La Gran Bretagna è pronta a mandare in pensione l’assegno bancario. Sono passati 350 anni dal primo “assegno moderno” emesso proprio da una banca di Londra, ma dopo secoli di onorato servizio il Regno Unito si prepara a un cambiamento epocale. La decisione sarà presa nelle prossime settimane dal Payments Council, organismo formato da 11 delegati delle banche e 4 indipendenti, che si riunirà il prossimo 16 dicembre per decretare se abolire o meno il vecchio assegno. L’eventuale abolizione non prevede un cambiamento netto nelle abitudini dei britannici, perché i libretti degli assegni potrebbero essere ritirati dal mercato a partire dal 2018.

Alla base della decisione del Payments Council c’è il fatto che, negli ultimi anni, l’uso degli assegni è drasticamente calato. Nel 1990, ad esempio, se ne staccavano 11 milioni al giorno. Oggi, invece, le cifre sono crollate intorno ai 3,8 milioni. Malgrado queste cifre in Gran Bretagna l’assegno è ancora molto usato rispetto ad altre nazioni europee, dove il carnet è stato sostituito da pagamenti elettronici, più veloci e meno costosi.

Come per esempio nei Paesi Nordici dove gli assegni non sono più in circolazione da tempo. Tra i motivi di tanta perseveranza da parte dei consumatori c’è il fatto che nel Regno Unito (così come in Francia e Irlanda) gli assegni sono gratuiti per i clienti ma sono cari per le banche che spendono circa una sterlina a pezzo per svolgere la transazione, ovvero quattro volte un pagamento elettronico.

Per questo le banche sono pronte a mandarlo in pensione, mentre non tutti i britannici sono disponibili a dire addio al libretto. Gli anziani ci sono affezionati. I commercianti li usano spesso. Persino lo Stato, attraverso il ministero del Lavoro e delle Pensioni e l’agenzia delle Entrate, si affida agli assegni per compiere milioni di pagamenti ogni anno. “Non ci sono, per adesso, alternative più sicure ed economiche agli assegni”, ha messo in guardia Vera Cottrell, dell’organizzazione dei consumatori “Which?”. “Finché non si troverà un sostituto sarà bene non ritirarli”.

“Siamo consapevoli che molti anziani, disabili e persone svantaggiate hanno bisogno di valide alternative - ha rassicurato al Daily Mail Sandra Quinn, del Payments Council - Se decideremo di abolire gli assegni, passerà molto tempo prima che questa delibera abbia effetto”.


Il drastico calo dell’uso dell’assegno non è un fenomeno che riguarda solo l’Inghilterra. Anche in Italia, dove l’utilizzo di strumenti di pagamento diversi dal contante decolla meno che in altri Paesi, l’uso dell’assegno scende di anno in anno: nel 2008, secondo dati della Banca d’Italia, si è ridotto del 9,3% per numero di assegni staccati e del 6,3% per importo delle operazioni.

E hanno pesato anche le nuove regole sulla circolazione dei titoli per il rafforzamento del contrasto antiriciclaggio. Sono solo 64 pro capite i pagamenti effettuati nel 2008 con strumenti diversi dal contante (lontanissimo dalla media di 161 per l’area euro, dati Bankitalia): l’emissione di assegni è stata solo di 6,4 a persona, contro 17,7 bonifici, 15,1 addebiti automatici preautorizzati, 24,5 operazioni di pagamento.

(23 novembre 2009)