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Gran Bretagna, un genitore su quattro paga le bollette con i risparmi dei figli

Saturday, December 26th, 2009

Circa un quarto dei genitori britannici ammette di aver attinto dai risparmi dei propri figli nel corso del 2009, per pagare bollette, affrontare una spesa imprevista o finanziare vacanze e anche spese natalizie. È quanto emerge da uno studio pubblicato oggi nel Regno Unito.

L’indagine, opera dell’istituto di rilevamenti statistici OnePoll commissionata da una società assicurativa, mostra che il 24% dei genitori interpellati ha prelevato tra le 200 e le 500 sterline (222 e 556 euro) dai “salvadanai” dei ragazzi. Per quattro di loro su dieci il gesto è stato dettato dalla necessità di pagare bollette e saldare conti, mentre per il 20% lo scopo era far fronte a spese impreviste per riparazioni dell’auto. Ancora, circa il 14% ha utilizzato il denaro per le vacanze di famiglia, il 12% per riparazioni necessarie in casa e l’8% per le spese natalizie.

I due terzi dei genitori che ha ammesso di aver usato i risparmi dei figli, ha anche sottolineato che in quel momento non aveva un’alternativa e per otto dei genitori su dieci il “prelievo” è considerato un prestito che verrà restituito.

La Gran Bretagna dice addio agli assegni

Saturday, December 26th, 2009

ROMA (16 dicembre) – Li hanno utilizzati per oltre tre secoli e mezzo. Ma a partire dal 31 ottobre 2018 gli inglesi non potranno più usare gli assegni per pagare i loro acquisti. Lo hanno deciso oggi a Londra i sedici componenti di un comitato governativo che è composto da sedici rappresentati di istituti di credito e di associazioni di categoria e di consumatori. «Il loro impiego – ha chiarito Sandra Quinn, portavoce del comitato – si è andato riducendo spontaneamente in maniera progressiva e inarrestabile nel corso degli ultimi anni, mentre non è sceso il costo per le banche. Ecco, perciò, spiegato il motivo di una scelta che è stata già fatta altrove in Europa, in particolare nell’area scandinava e in Islanda, anche se in questi paesi non è stata ancora fissata alcuna data per la definitiva uscita di scena degli assegni».

Le cifre fornite in conferenza stampa dai responsabili di Payments Council confermano la caduta verticale dell’utilizzo degli assegni nel Regno Unito. Se all’inizio del XXI secolo ogni suddito di Elisabetta II ne utilizzava in media almeno tra i trenta e i quaranta ogni dodici mesi, ora firma non più di dieci assegni all’anno. Secondo Paul Smee, che guida il comitato governativo, «ormai esistono molte forme di pagamento più efficienti e assai più sicure per tutti rispetto a quelle un tempo garantite dall’assegno». In Gran Bretagna, del resto, le grandi catene di supermercati e di negozi e di distributori di carburante non accettano più assegni e la tendenza, confermano recenti indagini, appare destinata a coinvolgere in breve anche i piccoli esercizi.

L’assegno, dunque, scompare per cause naturali e non per un atto d’imperio in ragione di un declino iniziato all’inizio dei Novanta, quando ne venivano emessi circa tre milioni al giorno. Oggi la cifra, ha chiarito Paul Smee, è caduta sotto la soglia del milione, in gran parte concentrata nelle aree rurali del paese. A Londra e in tutte le maggiori città si è affermato l’uso delle carte di credito o di altre forme di pagamento elettroniche mentre è in calo anche l’uso dei contanti, privilegiati soltanto dalle fasce più anziane.

Proprio dalle associazioni dei pensionati sono venute le uniche critiche alla scelta fatta oggi dal Payments Council. A giudizio di Neil Duncan-Jordan, segretario di un sindacato che tutela i diritti dei pensionati, «si tratta di una decisione sbagliata, che creerà problemi difficilmente risolvibili per alcune fasce deboli della popolazione». Duncan-Jordan ha poi aggiunto che oltre sette milioni di inglesi ultrasessantenni non usano Internet e soltanto una percentuale molto modesta è in possesso di una carta di credito o di un bancomat. Al contrario, ha aggiunto, «l’uso degli assegni continua a essere decisamente diffuso tra gli anziani».

Alle obiezioni di Duncan-Jordan i componenti del Payments Council hanno replicato facendo osservare che prima del 2018 potranno essere introdotte eccezioni per tutelare proprio i pensionati. Il destino degli assegni nel Regno Unito appare comunque segnato, visto che in misura progressiva durante i prossimi anni gli istituti di credito smetteranno di metterli a disposizione dei loro clienti e un numero crescente di esercizi commerciali si rifiuterà di accettarli in pagamento. A giudizio di Paul Smee, «l’intervallo di tempo che ci separa dal 2018 è abbastanza lungo per permettere a tutti i britannici di apprendere come utilizzare altri strumenti per i loro acquisti».

Gran Bretagna, in coma per 23 anni ma è sempre stato cosciente

Sunday, November 29th, 2009

Tiene banco in Inghilterra la vicenda di Rom Houben che dopo 23 anni di supposto coma, è tornato a poter comunicare. La vicenda, ripresa fra gli altri dal Guardian, inizia con l’incidente d’auto di cui Houben rimase vittima nell’83, all’età di 23 anni. Rimasto completamente paralizzato è stato ritenuto per altri 23 anni in coma mentre era perfettamente cosciente ma incapace di muoversi e di comunicare in alcun modo.
Un inferno da cui ha iniziato a uscire tre anni fa quando, grazie a un nuovo esame hi-tech particolarmente approfondito, i medici dell’ateneo universitario di Liegi, in Belgio, hanno capito che il suo cervello era rimasto funzionante e solo il suo corpo era stato colpito dalla paralisi. «Non dimenticherò mai - spiega Rom, che oggi comunica grazie a un pc e una particolare tastiera che gli consente di rapportarsi al mondo esterno - il giorno in cui l’hanno finalmente scoperto. È stata la mia seconda nascita. Io voglio leggere, parlare con i miei amici attraverso il computer e sono felice della mia vita ora che le persone sanno che non sono morto ma vivo».
Come si spiega un caso del genere? Steven Laureys, il neurologo che ha portato alla luce la verità restituendo a Rom una nuova vita, osserva: «Chi riceve il timbro ’senza coscienza” difficilmente se ne può liberare». I dottori esaminavano regolarmente l’uomo valutando il suo stato di coma con una scala ufficiale, la Glasgow Coma Scale che giudica le risposte motorie, verbali e degli occhi, senza però capire di stare sbagliando. Dal canto suo, a causa della paralisi, l’uomo non riusciva a comunicare la sua situazione a parenti e amici che andavano a trovarlo. Soltanto la rivalutazione del caso, con l’aiuto dell’università di Liegi e una nuova tac al cervello hanno permesso, grazie a terapie mirate e all’uso del computer, a Houben di tornare almeno a interagire con il mondo. www.guardian.co.uk/

F1, ECCLESTONE: FUTURO GP GRAN BRETAGNA SI DECIDE IL 9 DICEMBRE

Sunday, November 29th, 2009

Il futuro del Gp di Gran Bretagna di F1 sarà deciso il 9 dicembre, giorno in cui è prevista la riunione della commissione di F1 sul calendario 2010. Lo ha spiegato Bernie Ecclestone, boss del ‘circus’, in un’intervista alla BBC. “In questo momento non c’è il Gran Premio di Gran Bretagna - ha detto Ecclestone -. Se per il 9 dicembre non ci sarà nessun contratto, non ci sarà un Gp di Gran Bretagna”. Per il circuito di Donington Park, che finora non ha trovato i fondi necessari, secondo Ecclestone restano poche chance ma solo “se qualcuno arriva con l’idea giusta e i fondi”. Resta l’ipotesi Silverstone, ma Ecclestone spiega: “Nessun cambiamento, avrebbero potuto firmare un contratto e non lo hanno fatto”.

Alluvione piega la Gran Bretagna

Sunday, November 29th, 2009

Un poliziotto morto, tre ponti crollati e centinaia di persone tratte in salvo da elicotteri e imbarcazioni di salvataggio: è questo finora il bilancio della devastante alluvione che ha flagellato la contea di Cumbria, nel nord dell’Inghilterra, e parti della Scozia e del Galles.

A Cockermouth, dove in seguito alla straripamento del fiume Cocker il centro della città è rimasto sommerso da acque profonde fino a 2,5 metri, 1.200 case sono rimaste senza elettricità durante la notte e 200 persone sono state evacuate.

L’agente di polizia Bill Barker, 44 anni, è morto quando il Northside Bridge, uno dei ponti principali della cittadina di Workington, è crollato sotto la spinta furiosa del fiume Derwent in piena. Una squadra di ricerca ne ha rinvenuto il corpo poco tempo dopo.

“I servizi di emergenza stanno facendo tutto il possibile per aiutare le persone in difficoltà”,. ha dichiarato il primo ministro Gordon Brown. Il ministro dell’Ambiente Hilary Benn è giunto oggi a Cockermouth dove ha incontrato le squadre di emergenza per valutare la situazione e coordinare gli aiuti.

Gran Bretagna, 007 contro il foie gras

Sunday, November 29th, 2009

MILANO - «Il foie gras è una malattia, non una prelibatezza». Parola di Bond, James Bond. Anzi, no. Parola di baronetto. A pronunciare la drastica sentenza sul patè più amato dai francesi (e non solo da loro) è stato infatti Sir Roger Moore, l’attore che ha impersonato in ben sette film il più famoso agente segreto della storia del cinema, a conclusione del suo videoappello a non acquistare fegato d’oca nei negozi e a non ordinarlo nei ristoranti. Moore, che è anche ambasciatore dell’Unicef, ha deciso di prestare la propria immagine all’associazione Peta (People for ethical treatment of animals) facendosi promotore della campagna contro un prodotto alimentare che esiste solo in quanto risultato finale di una malattia indotta forzatamente nelle oche e nelle anatre. E proprio grazie a questo suo attivismo è stato scelto nei giorni scorsi dalla stessa Peta come «Persona dell’anno della Gran Bretagna».

ALIMENTAZIONE FORZATA - Il foie gras, letteralmente fegato grasso, viene infatti ottenuto inducendo nelle oche o nelle anatre la steatosi epatica, un fenomeno dovuto all’ingrossamento abnorme che registra il fegato a seguito dell’ingestione di grosse quantità di mais e altri mangimi. Un risultato, questo, che viene ottenuto infilando nel becco e nel collo degli animali un lungo tubo di metallo attraverso cui viene fatto passare il cibo compresso senza che il povero volatile abbia la possibilità di opporvisi. La produzione di foie gras è illegale in molti paesi, in quasi tutti quelli dell’Ue, anche se proprio nel cuore dell’Europa, in Francia e in Belgio, il foie gras è considerato uno dei fiori all’occhiello della cucina regionale. In Italia la produzione è illegale dal marzo 2007.

UN 80ENNE IN PRIMA LINEA - Sir Roger, 82 anni, ha iniziato nel 2006 a prendere posizione contro il foie gras. In tempi recenti la sua campagna per conto di Peta ha registrato un grosso successo: la catena Selfridges ha deciso che avrebbe eliminato il foie gras dai propri magazzini. Moore aveva anche scritto a tutti i membri della House of Commons, uno dei rami del parlamento britannico, chiedendo loro di impegnarsi attivamente nella battaglia contro la vendita di questo genere di cibo nel Regno Unito ed era intervenuto su diversi media inglesi per sostenere la battaglia per la salvaguardia di oche e anatre.

BANCHE: CRESCONO IN GRAN BRETAGNA LE FRODI CREDITIZIE

Sunday, November 29th, 2009

Milano, 29 nov. - (Adnkronos) - Continuano a crescere in Gran Bretagna i tentativi di frode compiuti ai danni di banche, finanziarie e compagnie assicurative. Lo rileva Experian, di riferimento mondiale nei servizi per il credito, che ha incrociato i dati provenienti dai due principali sistemi di prevenzione delle frodi, Hunter e Detect.

Nel terzo trimestre del 2009 si e’ infatti registrato un aumento complessivo dei tentativi di frode creditizia del 3,6% rispetto al secondo trimestre 2009, e del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2008, portando l’incidenza complessiva a 16 casi ogni 10.000 richieste. A trainare la crescita dei tentativi di frode e’ il settore dei finanziamenti auto, che registra una crescita del 14,5% rispetto allo scorso trimestre, anche a seguito della stabilizzazione del mercato dopo il varo del sistema di incentivi a inizio anno, con un’incidenza dei tentativi fraudolenti sul totale pari allo 0,27%.

Seguono i settori delle carte di credito, dove i tentativi di frode rimangono stabili allo 0,25%, e dei mutui, sugli stessi valori ma con un calo delle richieste irregolari del 16,6%.In netta crescita, anche se con un’incidenza ancora relativamente bassa (0,09%), i tentativi di frode ai danni delle compagnie assicurative (+28,5%), mentre continuano a calare le irregolarita’ nei prestiti personali, con un’incidenza di 5 casi ogni 10.000.Il furto d’identita’ si conferma essere la tipologia piu’ comune di frode, contando per piu’ di due terzi (68,5%) del totale delle richieste irregolari. E lo e’ sempre di piu’, se si considera che ad inizio anno l’incidenza era ‘’solo” del 60,4%.

Facebook, dalla Gran Bretagna il prontuario delle buone maniere

Sunday, June 15th, 2008

LONDRA
Debrett, la celebre guida inglese del bon ton, stila una lista di reglole de seguire per il coreto uso del famoso social Network Facebook.

Tali regole sono state scritte dopo che i risultati di una ricerca hanno mostrato che circa due terzi degli utenti di Facebook e My Space sono frustrati e confusi da ciò che avviene in quella giungla chiamata internet. Una confusione generata soprattutto da messaggi e da richieste di amicizia provenienti da sconosciuti.
Secondo questa ricerca, inoltre, il 18% degli utenti ha rivelato di trovarsi a disagio sapendo che l’ex fidanzato/a può accedere, tramite il profilo compilato su Facebook, a diverse informazioni personali, come ad esempio l’ attuale relazione con un’altra persona.

Debrett tenta cosi di aiutare gli utenti più disorientati a «sopravvivere» in questo campo minato, tramite un elenco di cinque regole del bon ton su internet:

1. Non inviate richieste di amicizia a estranei. Pensateci bene prima di farlo.

2. Aspettate almeno 24 ore prima di accettare o rimuovere qualcuno dalla lista dei vostri amici.

3. Eventi importanti come un compleanno o le nozze non sono «virtuali». Non trascurate i mezzi tradizionali come il telefono o una lettera per inviare i vostri auguri.

4. Prima di pubblicare la foto di un vostro amico, pensate a come vi sentireste se in quella foto ci foste voi.

5. Pensate con attenzione se sia il caso di pubblicare una vostra foto che potrebbe facilmente finire sui giornali locali.

UE: MILIBAND, GRAN BRETAGNA ANDRA’ AVANTI IN RATIFICA TRATTATO LISBONA

Sunday, June 15th, 2008

Bruxelles, 13 giu. - (Adnkronos/Aki)-La Gran Bretagna andra’ avanti nel processo di ratifica del trattato europeo di Lisbona. Lo ha detto il ministro degli Esteri britannico, David Miliband, dopo l’esito negativo del voto al referendum irlandese. “E’ giusto proseguire il nostro processo”, ha osservato Miliband insistendo tuttavia sulla necessita’ di discutere della questione con Dublino e con gli altri partner europei. La camera dei Lord deve esaminare il trattato Ue la prossima settimana, proseguendo il processo di ratifica del testo che e’ gia’ passato alla camera bassa. Il leader dell’opposizione, il conservatore euroscettico David Cameron, ha da parte sua osservato che il trattato va “dichiarato morto” dopo il voto irlandese.

Iraq: Bush lancia monito a Gran Bretagna su ritiro truppe

Sunday, June 15th, 2008

LONDRA - George Bush arriva oggi a Londra, preceduto da un “avviso” nei confronti di Gordon Brown. Il presidente americano, in un’intervista rilasciata all’Observer, chiede al primo ministro britannico di non annunciare una tabella di marcia per il ritiro della Gran Bretagna dall’Iraq, che secondo quanto affermato la scorsa settimana da Downing street, dovrebbe essere annunciato entro la fine dell’anno. (Agr)