ROMA (16 dicembre) – Li hanno utilizzati per oltre tre secoli e mezzo. Ma a partire dal 31 ottobre 2018 gli inglesi non potranno più usare gli assegni per pagare i loro acquisti. Lo hanno deciso oggi a Londra i sedici componenti di un comitato governativo che è composto da sedici rappresentati di istituti di credito e di associazioni di categoria e di consumatori. «Il loro impiego – ha chiarito Sandra Quinn, portavoce del comitato – si è andato riducendo spontaneamente in maniera progressiva e inarrestabile nel corso degli ultimi anni, mentre non è sceso il costo per le banche. Ecco, perciò, spiegato il motivo di una scelta che è stata già fatta altrove in Europa, in particolare nell’area scandinava e in Islanda, anche se in questi paesi non è stata ancora fissata alcuna data per la definitiva uscita di scena degli assegni».
Le cifre fornite in conferenza stampa dai responsabili di Payments Council confermano la caduta verticale dell’utilizzo degli assegni nel Regno Unito. Se all’inizio del XXI secolo ogni suddito di Elisabetta II ne utilizzava in media almeno tra i trenta e i quaranta ogni dodici mesi, ora firma non più di dieci assegni all’anno. Secondo Paul Smee, che guida il comitato governativo, «ormai esistono molte forme di pagamento più efficienti e assai più sicure per tutti rispetto a quelle un tempo garantite dall’assegno». In Gran Bretagna, del resto, le grandi catene di supermercati e di negozi e di distributori di carburante non accettano più assegni e la tendenza, confermano recenti indagini, appare destinata a coinvolgere in breve anche i piccoli esercizi.
L’assegno, dunque, scompare per cause naturali e non per un atto d’imperio in ragione di un declino iniziato all’inizio dei Novanta, quando ne venivano emessi circa tre milioni al giorno. Oggi la cifra, ha chiarito Paul Smee, è caduta sotto la soglia del milione, in gran parte concentrata nelle aree rurali del paese. A Londra e in tutte le maggiori città si è affermato l’uso delle carte di credito o di altre forme di pagamento elettroniche mentre è in calo anche l’uso dei contanti, privilegiati soltanto dalle fasce più anziane.
Proprio dalle associazioni dei pensionati sono venute le uniche critiche alla scelta fatta oggi dal Payments Council. A giudizio di Neil Duncan-Jordan, segretario di un sindacato che tutela i diritti dei pensionati, «si tratta di una decisione sbagliata, che creerà problemi difficilmente risolvibili per alcune fasce deboli della popolazione». Duncan-Jordan ha poi aggiunto che oltre sette milioni di inglesi ultrasessantenni non usano Internet e soltanto una percentuale molto modesta è in possesso di una carta di credito o di un bancomat. Al contrario, ha aggiunto, «l’uso degli assegni continua a essere decisamente diffuso tra gli anziani».
Alle obiezioni di Duncan-Jordan i componenti del Payments Council hanno replicato facendo osservare che prima del 2018 potranno essere introdotte eccezioni per tutelare proprio i pensionati. Il destino degli assegni nel Regno Unito appare comunque segnato, visto che in misura progressiva durante i prossimi anni gli istituti di credito smetteranno di metterli a disposizione dei loro clienti e un numero crescente di esercizi commerciali si rifiuterà di accettarli in pagamento. A giudizio di Paul Smee, «l’intervallo di tempo che ci separa dal 2018 è abbastanza lungo per permettere a tutti i britannici di apprendere come utilizzare altri strumenti per i loro acquisti».